La decisione di creare un’impresa partendo da un’idea, fenomeno encomiabile e di auspicabile continua crescita e progresso, non è priva di ostacoli, soprattutto nella fase di ricerca di investimenti.
L'Italia
ha un sistema di finanziamenti allo sviluppo più arretrato rispetto agli USA o
ad altri paesi più attenti all'innovazione,
però non si può dire che manchino forme di incentivo per chi ha un'idea e vuole
trasformarla in impresa innovativa. Dai prestiti bancari ai fondi pubblici,
dagli incubatori d'impresa alle grande aziende che investono nelle idee,
passando per i business angels.
Ci troviamo in un contesto in cui il debito
continua a salire in una situazione recessiva, siamo in presenza di oneri
crescenti al servizio del debito e di compressione di margini ed
autofinanziamento.
L’ eccesso di leva finanziaria (
o rapporto di indebitamento) è una debolezza che riguarda sia le imprese
che le banche e rappresenta un
peso che può compromettere
qualsiasi intervento per la crescita.
L’ afflusso di
credito bancario è destinato a coprire principalmente i fabbisogni finanziari
di breve periodo (circolante) e operazioni di ristrutturazione del debito a più
lunga scadenza; di fronte ad una
ulteriore probabile espansione dei fabbisogni finanziari, delle piccole e medie
imprese in particolare, è sempre più
necessario attivare nuove forme di finanziamento sia dal lato del debito che
dei mezzi patrimoniali, e forme che combinino entrambe le
caratteristiche.
I
fattori di debolezza strutturale e le condizioni di mercato in cui si trovano
ad operare le piccole e medie imprese italiane dovrebbero indurle ad una
riflessione sul problema della sostenibilità degli equilibri finanziari e della
struttura del debito, facendo maggiore
ricorso a forme di indebitamento “non creditizie”.
Per inciso si ricorda che per diventare intermediario
finanziario (qualora lo si volesse diventare) occorre affrontare due step
burocratici irrinunciabili.
Il primo è quello dell'iscrizione all'apposito albo,
di competenza della Consob (Commissione
Nazionale per le Società e la Borsa) e della Banca d'Italia, le cui sedi
e succursali si trovano in quasi tutte le province dello Stivale.
Secondariamente, occorrerà formare una impresa sotto
una delle seguenti forme: società per azioni, società a responsabilità
limitata, società cooperativa o società in accomandita per azioni.Ciò comporta
anche la presenza concreta di un capitale iniziale (detto capitale sociale),
che per legge consta di cinque volte il minimo capitale sociale di una Spa;
quest'ultima cifra è di 120mila euro, per cui occorrono almeno 600mila euro di
fondi iniziali.
Il direct marketing consiste nell'invio di lettere presso un elenco di
donatori o potenziali tali. Chi raccoglie i fondi deve saper gestire la
relazione con il donatore, deve avere competenze nella gestione del database
attraverso strumenti informatici, deve avere un'ampia conoscenza di tutte le
modalità per raccogliere fondi (marketing diretto, telemarketing, e-mailing,
web marketing, faccia a faccia con I potenziali donatori).
Il fund raising, per sua natura,
tuttavia non si basa solo sulle donazioni ma anche su un insieme di modalità di
raccolta da utilizzare nei confronti di ogni possibile mercato del fund raising
pubblico e privato (eventi, sponsorizzazioni, investimenti sociali, attività di
tipo commerciale, presentazione di progetti a bandi di concorso, ecc.).
L’ “online fundraising”,
ovvero l'uso del web per raccogliere fondi, è una modalità di raccolta, ampiamente diffusa in Inghilterra e
negli USA; nel resto del mondo si sta affermando sempre più anche grazie alla
diffusione dei social network e alla maggiore confidenza con i pagamenti
online. Una delle modalità più diffuse di fare online fundraising consiste nell'usare piattaforme web
specifiche per aprire pagine di raccolte fondi.
Si
tratta di un apporto di capitale di rischio da parte di
un investitore (Venture Capital o Venture Capitalist) per finanziare l'avvio o
la crescita di un'attività in settori ad elevato potenziale di sviluppo; spesso
trattasi di fondi creati allo scopo. Dpixel, Start Up Design Lab e SeedLab,
alcuni degli esempi italiani di seed capital.
Il fondo di investimento pubblico
acquisisce una partecipazione di rilevanza nel capitale dell’impresa per
sostenerne il lancio, il risanamento o lo sviluppo economico e commerciale. L’operazione
non prevede una scadenza ma si prolunga sino al momento in cui le condizioni di
redditività sono ristabilite. L’agevolazione consiste nella definizione
preventiva del prezzo di uscita dal capitale sociale.
Uno
dei maggiori fondi italiani di venture capital è Innogest: 80 milioni di
euro a disposizione, dedicati alle prime fasi della vita di un'impresa.
Italiane, giovani e ad alto potenziale di crescita: questo il target di aziende
finanziate da Innogest. Imprese che appartengono soprattutto ai settori delle
telecomunicazioni, Ict, energie rinnovabili, biomedicale e meccanica avanzata,
su cui Innogest investe, in fase di start-up, fra i 200.000 e i 2 milioni di
euro. Molte società legate all' information
technology sono nate grazie ad operazioni di venture capital come ad esempio Google o per l'ItaliaTiscali.
- I business angels, i cosiddetti angeli degli affari che investono in
progetti innovativi: ex imprenditori e manager che dispongono di mezzi
finanziari, di una buona rete di conoscenze e di un buon bagaglio di
esperienze. Gruppi di investitori informali organizzati in reti locali – Business Angels Network – disposti a
finanziare start-up attraverso una partecipazione al capitale di rischio. A
differenza del seed capital, i business angels supportano non solo le idee, ma
anche le start-up già avviate. Benché in Italia questa forma di investimento
non sia ancora diffusa capillarmente, è un italiano il miglior business angel
d'Europa 2011. Francesco Marini Clarelli, presidente di Italian angels for growth. A premiarlo nel 2011 è stata l'Eban, l'associazione di categoria
europea. Fra le start-up finanziate da Italian angels for growth
figurano Win, società che realizza un dispositivo biomedicale wireless che
permette il monitoraggio da remoto di pazienti affetti da patologie croniche, e
On-Sun Systems, produttore di pannelli a concentrazione solare innovativi,
dotati di maggiore efficienza energetica.
- Il crowdfunding.
In pratica, un gruppo di persone che mette in comune denaro per sostenere
progetti di singoli o associazioni. Un concetto semplice, simile al fare
colletta, cui ha fatto ricorso anche il museo del Louvre, lanciando una
colletta web – “tous meneces”, tutti mecenati – che ha raccolto il milione di
euro mancante per acquistare il dipinto di Lucas Cranach, Le tre Grazie.
Le web communities, in effetti, sono il
luogo ideale per far incontrare domanda e offerta: le idee dei creativi con chi
è disposto a fare da mecenate. Nascono così le piattaforme di crowdfunding – Indiegogo
e KickStarter le più famose. In Italia il crowdfung fatica ad imporsi.
Una delle rare eccezioni è Eppela, piattaforma web che permette di
presentare gratuitamente un progetto da sottoporre alla community di potenziali
investitori. In questa stessa categoria si colloca Starteed. Anche
in questo caso è l'utente a presentare il proprio progetto alla community di
potenziali investitori. Ma – e qui sta la differenza rispetto alle altre
piattaforme di crowdfunding – l'utente è allo stesso tempo uno dei
finanziatori, grazie alla sua piccola quota di iscrizione. Sta poi a
quest'ultimo stabilire la durata della raccolta fondi, ed indicare l’importo
minimo per trasformare l'idea in realtà. Pubblicata l'idea, viene poi votata e
commentata dagli utenti.
Nel resto del mondo, al contrario, il crowdfunding è esploso già nel
2011, come testimonia un'analisi condotta
dalla società di ricerca specializzata Massolution: le 170 prese in
considerazione, avrebbero raccolto in tutto 1 miliardo e mezzo di dollari e finanziato circa un milione
di progetti nel corso del 2011. Più diffuso nel nostro paese è una altra
forma crowd di business, il crowdsourcing:
la web community, in questo caso, non punta tanto alla raccolta fondi, quanto
alla creazione condivisa di idee e progetti.
Gennaro Mazza

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